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mercoledì 9 gennaio 2013

Il pranzo di Natale delle mie ragazze madri in Uganda


Grazie al gruppo di donne della palestra Pinkylicious le nostre amiche, ragazze madri, hanno potuto festeggiare il Natale con del vero  e sano cibo e hanno anche potuto comprare dei dolcetti e dei palloncini per far giocare i bambini. Grazie a Solome che le ha riunite a casa sua e che si è occupata della spesa, mi ha mandato la lista di ciò che ha comprato aggiungendo anche il prezzo. Una questione di trasparenza e onestà che ci contraddistingue, tutti gli aiuti che ci arrivano sono poi documentati.

Un infinito Grazie a Margherita Masotti che si è unita a me in questa voglia di aiutare chi non ha nulla

Poco importa se la nostra Associazione non è ancora iscritta e se non abbiamo un numero di Conto Corrente, quello che conta è ciò che io e Solome facciamo e ciò che mostriamo. Avere un C/C non è sinonimo di serietà, tanti sono i casi di persone che lucrano con la scusa della beneficenza, io preferisco testimoniare sempre quello che faccio e ce uso ne faccio degli aiuti che ci arrivano cedo che sia questa l’onestà che serve per continuare a lavorare. Come dico sempre, aiutateci ad aiutare.

La casa accoglienza rimane un sogno lontano se nessuno ci aiuta e i piccoli aiuti che arrivano servono per dare un attimo di respiro a queste ragazze e un cibo migliore per i loro piccoli



La grande Solome ha fatto la spesa

Lista della spesa

Riso 50 kg a 135.000 mila scellini ugandesi
Pollo di 3 ciascuno a  60.000
2 casse di soda ogni 40.000
1 casco di Matooke a 50.000  (banane verdi da cui si ricava una purea, questo èl’alimento quotidiano della loro dieta)
1 melone grande acqua a 5.000
2 cavoli ciascuno a 1.500
Macaron 3 pacchetti  10.500
Una capra a 180.000 comprata nel macello di  Kyengera
Pomodori per 5.000
Cipolle per il 3000
1 barattolo di Spezie miste a 2600
Royco piccolo stagno a 3.300
Curry piccolo stagno in polvere a 2200
Olio da cucina 3 litri a 4.500 /
Carote per il 2000
Patate irlandesi per 10.000
Carbone mezzo sacco a 27500 /
Ballons una chiacchierata a 5.500 / con cui i ragazzi e i bambini hanno giocato
Ho pagato 20.000 per la macellazione della capra

Più altro denaro usato per pagare il trasporto per le 2 ragazze e 3 da Masaka Mukono. Ile altre abitavano nelle vicinanze.

 Il pranzo di Natale

lunedì 3 dicembre 2012

Agosto in Uganda


Ad agosto sono tornata, grazie a molti sostenitori in Uganda e con me ho portato dei vestiti da bambino che mi aveva regalato un infermiera dell'ospedale di Limbiate dove era ricoverata mia madre. Aveva saputo che ero appena rientrata dall'Africa e mi ha chiesto se ci sarei tornata in tal caso mi avrebbe dato dei vestiti per i bambini, le ho detto di sì eil giorno dopo ha lasciato a mia madre un sacchetto. Tutti capi belli e per nulla consumati, sono stata felice di poter portare con me qualcosa in segno di una persona che ha avuto il cuore di pensare a loro acnhe se mi conosceva poco, questo è il bello della vita.
Il piccolo negozio di alimentari che è sotto la casa di mia madre, gestito da una coppia giovane, quando ha saputo che volevo comprare un pò di caramelle , me ne ha chiesto il motivo, ho risposto che volevo portarli ai mie bambini in Uganda e non solo per quelli che conoscevo, ma per tenerli in borsa durante i viaggi. Sì, perchè quando cammino i bambini sono i primi a camminarmi alle spalle e mi scimmiottano dietro dicendo in continuazione musungo (scritto come si pronuncia) che vuol dire bianco, più esattamente significa straniero. Mi piace farmi seguire per poi sorprenderli girandomi velocemente e ridendo, allora affondo la mano nella borsa e tiro fuori le caramelle, vedere la loro sorpresa mi commuove ed egoisticamente mi gratifica. Si avvicinano e allungano timidamente la mano ma vedendomi ridere si fanno forza e allora le mani diventano tante e non si staccano fino a quando i loro pugni non sono cariche di caramelle. Che bella sensazione!


Sono i piccoli grandi gesti che aiutano me e loro, senza l'aiuto vostro non potrei vivere di queste piccole felicità, non potrei vedere la soddisfazione nei loro volti e i loro immensi occhi neri che ridono. Quindi continuate ad aiutare me e Solome a prenderci cura di questi bambini e delle ragazze. Come scritto nell'altro post se volete potete adottare una ragazza madre, o comprare una collana o bracciale.
Al momento non ci è possibile avere un c/c bancario poichè passeranno molti mesi prima che il governo ugandese dia il suo sì alla costituzione della Onlus. al momento hanno in mano tutta la documentazione e sanno che noi stiamo già lavorando e questo è positivo perchè sono a conoscenza di questa piccola nuova realàt. Siamo solo due donne ma siamo forti e continuiamo a creder che insieme a voi possiamo rendere reale il nostro sogno. La casa accoglienza.
Se decidete di aiutarci questi sono gli estremi della postapay
Morena La Rosa
MRNLRS57T56E514R
N° Postapay 4023 6006 2702 3700

domenica 10 giugno 2012

Aiutatemi a tornare in Uganda


Grazie a Paola Falabretti che ha dato il via ad una colletta per sostenere il mio progetto casa per le ragazze madri in Uganda e rimandarmi così a Kampala a continuare il mio lavoro e ridarmi così la possibilità di vivere appieno la mia vita e l'impegno di lavorare per e con i bambini e le ragazze madri.
Se volete aiutarmi basta cliccare sul link e fare una donazione di € 10 e se arrivo alla cifra prefissata che è di € 2.000, allora vi chiederanno l'offerta che avete fatto e io potrò tornare in Uganda a fare quello in cui credo e che ormai è il solo e nico scopo della mia vita.
http://www.produzionidalbasso.com/pdb_1261.html

mercoledì 22 febbraio 2012

Una bella giornata


Ieri è stata una bella giornata, io e Maria siamo andate in ospedale a trovare la piccola Sharuwa, abbiamo incontrato la dottoressa Chaterin che ci ha detto che alla piccola servivano degli attrezzi per poter continuare la terapia a casa.
Un seggiolone con una fascia da legarle alla vita, in modo che la aiuti a stare dritta e un attrezzi strano, quasi preistorico, non so ma mi sono venute in mente quelle cose strane che creavano per le torture. La bimba deve essere legata con fasce ai piedi alla vita e alla schiena, proprio per aiutare i muscoli a rafforzarsi e la spina dorsale a stare dritta.
La dottotressa Chaterin, Sharuwa e io
Grazie agli aiuti ricevuti, abbiamo pagato subito questi attrezzi, così sabato potrà tornare a casa e continuare la via della guarigione. Spero di poterla fotografare il giorno che non avrà più bisogno di niente per stare in piedi e camminare. Ma già questo è un grande traguardo, una grande piccola soddisfazione per essere riuscita ad aiutare una mamma in difficoltà